Un bestiario 2.0 per chi ama gli animali


«Sta scritto che il re Salomone parlava con i quadrupedi, con gli uccelli, con i pesci e con i vermi. (….)
Per conto mio, trovo che comunque non è sportivo servirsi di un anello magico nei rapporti con gli animali: anche senza ricorrere alla magia le creature viventi ci raccontano le storie più belle, cioè quelle vere. E in natura la verità è sempre assai più bella di tutto ciò che i nostri poeti, gli unici autentici maghi, possono anche soltanto immaginare».
KONRAD LORENZ, L’Anello di Re Salomone

lunedì 20 maggio 2013

IL LINGUAGGIO DELL'AMORE: LE CURE PARENTALI


Photo by Eric Heupel
A mother's touch
http://www.flickr.com/photos/eclectic-echoes/54629630/
 
La leggenda delle “lacrime del coccodrillo”, come tutte le leggende, ha un fondo di verità. È indubbio che il coccodrillo pianga, cioè che lacrimi.

Questo comportamento è necessario per espellere i sali in eccesso. La leggenda, però, parla di lacrime di coccodrillo versate dall’animale dopo aver divorato i figli. Pentito del suo crudele comportamento nei confronti della  prole, il grosso rettile sfogherebbe così il suo dolore. A far nascere questo detto è stato l’atteggiamento del coccodrillo verso i suoi piccoli, perché, spesso, esso li trasporta in bocca, tra i suoi temibili denti e, straordinariamente, non fa loro alcun male. I coccodrilli neonati, poco più grandi di una lucertola, non potrebbero sentirsi così al sicuro in nessun altro posto. Nonostante la tendenza antropomorfica non porti a pensare ad un animale come il coccodrillo come esempio di rapporto genitore/figlio, il temibile rettile gode di  ottima fama tra gli etologi  per le cure parentali. 

Gli etologi definiscono cure parentali «la parte di investimento parentale di un individuo successiva alla fecondazione» (Mainardi D., Dizionario di etologia, Einaudi, Torino, 1992, p. 233). In alcune specie, tra cui la maggior parte dei mammiferi, le cure parentali sono indispensabili perché la prole non nasce autosufficiente. In altri casi, come avviene per molti pesci o rettili, sono totalmente assenti. In fatto di cure parentali, però, non si può mai generalizzare. Animali simili per molti aspetti possono relazionarsi alla prole in modo completamente differente: sia il coccodrillo che la tartaruga sono rettili, eppure il primo è un genitore premuroso e vigile, che sorveglia instancabilmente la prole fin quando essa non diviene autonoma, l’altra si limita a depositare le uova in una buca scavata nel terreno e poi se ne disinteressa del tutto.

Non si sa con esattezza perché alcuni animali si dedichino alle cure parentali, ma sono state avanzate numerose ipotesi.

Un fattore che sembra influenzarne l’esistenza è l’habitat naturale di una determinata specie animale: l’accudimento della prole è più probabile per quegli animali che vivono stabilmente in un luogo. Le cure parentali, ad esempio, sono presenti in molte specie di pesci della barriera corallina, mentre non sarebbero altrettanto prevedibili per pesci che vivono in mare aperto. Anche le minacce alla sopravvivenza della prole, determinate dalla presenza di predatori o situazioni ambientali sfavorevoli, possono costituire un motivo biologico della dedizione parentale. Ad esempio il Bledius Spectabilis, un coleottero che popola le zone dell’Europa Settentrionale, depone le uova in un cunicolo sotto terra. Se non ci fosse la madre a ventilare il  cunicolo, i piccoli morirebbero soffocati.

Non c’è dubbio che, parlando di cure parentali, accanto al valore biologico del rapporto genitore/figlio, abbia un ruolo importante anche l’aspetto comunicativo di una fase della vita che, all’ adulto e al cucciolo, lascia un bagaglio di esperienze fondamentali. La comunicazione genitori/figli si avvale spesso di messaggi non verbali, volontari e involontari, importanti quanto la “fortuna” genetica e le condizioni favorevoli. Capire e farsi capire dai propri genitori è indispensabile per i cuccioli che devono subito instaurare  un rapporto unico e speciale con gli unici esseri che possono nutrirli, proteggerli e insegnare loro le regole dello straordinario gioco della vita.

Fonti bibliografiche:


ALLPORT S., Tutti i genitori del mondo. Viaggio nella famiglia animale, Baldini e Castoldi, Milano, 1998

MAINARDI D., Dizionario di etologia, Einaudi, Torino, 1992

 

2 commenti:

  1. Interessante... l'argomento meriterebbe un approfondimento!

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  2. Ciao! Ti ringrazio, a breve pubblicherò un articolo sui segnali infantili e le cure parentali più dettagliato... ;)

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